Detrazioni progressive (o deduzioni progressiste?)


La corruzione e l’evasione fiscale sono aspetti molto legati. Lo spiega bene Nunzia Penelope nel suo libro Soldi rubati. Il “colpevole”, scrive Nunzia Penelope, è il contante. Se non esistesse il contante, sarebbe molto più difficile riuscire ad evadere.

Come si può eliminare il contante? O almeno ridurne la quantità in circolazione?

Ad esempio incentivando i pagamenti elettronici. Con il termine “pagamento elettronico” non intendo solo bancomat o carte di credito, ma anche bonifici, giroconti ecc.

Come incentivarne l’uso?

Ad esempio permettendo di detrarre dalle tasse una certa percentuale di quello che si è speso usando pagamenti elettronici.  Bisogna farlo, però, in un modo un po’ più furbo di come lo si fa ora, limitatamente ad alcune tipologie di spese. Se la percentuale da detrarre è fissa, il metodo è facilmente aggirabile: se, ad esempio, so che posso detrarre il 19% di una certa spesa, il venditore può invogliarmi a pagare in contanti, e in “nero”, facendomi lo sconto del 20%.

Se invece la percentuale di detrazione aumenta all’aumentare del reddito che ho speso con pagamenti elettronici, l’aggiramento non funziona più. Provo a spiegarmi meglio con un esempio.

Supponiamo di avere un reddito di 20.000 euro.

  • Se spenderò meno del 25% di questo reddito con pagamenti elettronici allora non avrò diritto a detrazioni;
  • se spenderò tra il 25% e il 45% avrò diritto ad una detrazione del 5%;
  • se spenderò tra il 45% e il 65% avrò diritto ad una detrazione del 10%;
  • se spenderò tra il 65% e il 85% avrò diritto ad una detrazione del 15%;
  • se spenderò più del 85% avrò diritto ad una detrazione del 20%.

Le soglie di reddito sono solo ipotetiche. Servono solo per questo esempio.

Ora supponiamo che dei 20.000 euro di reddito, ne spenda 900 in riscaldamento, che pago con addebito della bolletta in conto corrente (pagamento elettronico) e altri 450 di altre bollette, sempre pagate con addebito bancario. Se tutti gli altri pagamenti avverranno in contanti, non avrò diritto a nessuna detrazione, perché sono sotto la soglia minima. Supponiamo invece che abbia fatto durante l’anno altri acquisti con bancomat per un totale di 3.600 euro e di trovarmi a dover pagare una prestazione da 150 euro. Se lo facessi con pagamento elettronico, il totale del mio reddito speso con metodi elettronici salirebbe a 900(riscaldamento)+450(bollette)+3.600(altri acquisti)+150(prestazione da pagare)=5.100, che mi permetterebbe di superare la soglia minima e quindi mi permetterebbe di avere una detrazione del 5%.

5.100*5% = 255

Se il venditore volesse i 150 euro in contanti mi dovrebbe fare uno sconto pari ad almeno 255 euro! A me conviene accumulare pagamenti in elettronico, perché più accumulo e più aumenta la mia detrazione.

Un po’ come la tessera a punti…

Continuiamo con l’esempio: immaginiamo che pagando ogni tanto con strumenti elettronici, accumuli un reddito speso, senza usare i contanti, pari a 8.100 euro.  La detrazione che mi spetta è sempre il 5%, ovvero 8.100*5%=405 euro. Supponiamo di dover acquistare una bene da 1.000 euro. Se lo pago con metodi elettronici, il totale del mio reddito speso elettronicamente salirà a 9.100, somma che mi permetterebbe di superare la seconda soglia e quindi avere una detrazione del 10%.

9.100*10% = 910

Se il venditore volesse i contanti, dovrebbe farmi uno sconto almeno pari alla maggiore detrazione che otterrei se pagassi con metodi elettronici, cioè 910-405=505 euro.

Credo che il meccanismo si sia capito. Lo “sconto” per pagare in contanti non funziona perché accumulando pagamenti elettronici ottengo detrazioni crescenti su tutto quello che ho già accumulato in precedenza.

Per rendere la cosa ancora più allettante, si potrebbe mettere in capo alle banche e alle società di carte di credito l’obbligo di mandare ogni anno, in tempo per la dichiarazione dei redditi, un riepilogo dei pagamenti elettronici. Niente scontrini da collezionare, ci penserebbe il sistema informatico della banca.

Basterebbe una semplice norma, un po’ di comunicazione per far capire il meccanismo e… il no cash day, sono sicuro, sarebbe ogni giorno.

(Aggiornamento del 27 ottobre) Il meccanismo funziona anche se sono deduzioni e non detrazioni. Quale dei due meccanismi scegliere è solo una questione di conti.

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4 risposte a Detrazioni progressive (o deduzioni progressiste?)

  1. Pingback: Il sole24ore e le detrazioni progressive | Paolo Coppola

  2. Alan Felice ha detto:

    Trovo ottima l’idea dei pagamenti elettronici per non dover inviare al fisco scontrini etc.

    Mi piacerebbe fosse appicabile per dedurre completamente l’IVA… perché che ciò che ho pagato di IVA per comprare qualsiasi cosa costituisca ancora mio reddito IRPEF (e quindi ci pago le tasse) mi da veramente sui nervi..

  3. Roberto Maurizzi ha detto:

    È la prima proposta un minimo studiata e dotata di buonsenso che trovo (linkata) nel LiquidFeedback della Puppato sull’argomento.
    Rimane solo un GROSSO problema: se permetti una detrazione del 20% a tutte le famiglie, l’attuale bilancio dello Stato dovrebbe trovare altri modi per recuperare quel 20%, specie perché è facile che il gettito fiscale non migliori subito dal primo anno.
    Se fai detrarre di meno, non sarà mai conveniente rispetto a un evasore che, facendoti pagare in nero, può permettersi “sconti” nell’ordine del 50-60% tra IVA e IRPEF.
    Io rimango dell’idea che investire progressivamente in ispettori e facilitare/finanziare/rendere obbligatorio l’uso di pagamenti tracciabili (e applicare e relative sanzioni) sia più efficace e meno costoso). Perché progressivamente? Perché passare da un regime ‘evado impunemente il 50%’ a uno in cui paghi tutto farebbe chiudere (e peggio) troppa gente e creerebbe problemi sociali.

    • coppolap ha detto:

      Infatti il problema è stimare le aliquote in modo che l’operazione sia sostenibile. Secondo me lo è, perché si recupererebbe anche evasione “da pigrizia” (quelli che tendono a non chiedere fattura o scontrino), si ridurrebbero i contanti rendendo più difficile il “nero”, si incentiverebbero i consumi con il meccanismo premiale della detrazione progressiva. Gli uffici della Camera ci stanno lavorando…

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