Lettera al Direttore (che però non l’ha pubblicata…)


…e allora la pubblico qui! 🙂

Caro Direttore,
chiedo ospitalità sulle colonne del Suo giornale per fare un appello. Domenica 25 novembre, dalle 8 alle 20 sarà possibile votare alle primarie del centro sinistra. È una importante occasione che non dobbiamo lasciarci sfuggire. Certo, mi rendo conto, che i lettori del Suo giornale avranno molte altre cose da fare il 25 e trovare il tempo e la voglia di recarsi ai seggi delle primarie non è scontato. Dipende, però, da cosa siamo disposti a “perdere”. Siamo disposti a “perdere” un po’ del nostro tempo e fare un po’ di fila? In questi mesi in cui ho cercato, con tutti i miei limiti, di aiutare Matteo Renzi nella sua campagna elettorale, ho conosciuto centinaia di persone che sono state disposte a “perdere” tempo libero e sonno, organizzando serate informative, per non parlare dei banchetti e volantinaggi i sabati e le domeniche. Tutte queste persone, che io ringrazio, non sono però disposte a “perdere” la speranza di cambiare l’Italia. Non sono disposte a “perdere” i prossimi cinque anni.
Noi che abbiamo scelto di sostenere la candidatura di Matteo Renzi non vogliamo provare per l’ennesima volta le stesse ricette e non vogliamo rimanere fermi ad aspettare che le cose migliorino. Vogliamo costruire il futuro dei nostri figli e non limitarci ad averne paura. Non vogliamo guardare alla politica con gli occhi cinici di chi l’ha fatta per tanti anni, di chi ha provato e riprovato e non essendo riuscito ha perso la speranza. Vogliamo guardare la Politica con gli occhi dei ragazzi, anche quelli di 16 e 17 anni che purtroppo questa volta non potranno votare, che vogliono una Politica pulita fatta per il bene degli altri, che guarda al futuro e lo vuole costruire perché sente che il futuro è casa sua, non è una discarica in cui lasciare problemi che poi risolveranno altri.
Domenica 25 si può finalmente voltare pagina. I cittadini potranno decidere chiaramente ed inequivocabilmente di affrontare con coraggio le sfide del ventunesimo secolo, senza aggrapparsi più agli schemi e alle ricette pensate per il secolo precedente. Nei prossimi anni potremo dire “io c’ero”, quella domenica lì io non sono stato a casa, perché volevo cambiare il Paese e se si vuole cambiare un paese, non ci si ferma davanti a un po’ di fila o al fastidio di dover trovare il proprio seggio o la tessera elettorale.
Caro Direttore, mi piacerebbe che domenica le primarie fossero una festa. Perché quando tante persone si ritrovano insieme per un obiettivo così bello e importante come quello di contribuire a costruire il futuro, non può che essere una festa. Una festa fatta di persone che interpretano la democrazia in modo pieno, che vogliono decidere, ma che allo stesso tempo rispettano chi la pensa in modo diverso senza per questo attaccare o sentirsi attaccati.
Per tutti questi motivi io mi appello ai Suoi lettori chiedendo loro di andare domenica 25 a votare Matteo Renzi , mi appello a quelli che le altre volte non hanno partecipato, ma che questa volta vedono in Matteo una speranza.
Mi appello anche a quelli che apprezzano Renzi, che sanno che serve il rinnovamento, ma che temono che “il partito si spacchi”. Vorrei dire loro che, purtroppo, in questi anni, c’è già stata una “spaccatura”: tra gli elettori e il gruppo dirigente, come ci hanno detto i numeri, i valori assoluti dei voti, di tutte le ultime elezioni. C’è stata una “spaccatura” tra gli iscritti, che sono sempre meno, e il gruppo dirigente. Di queste “spaccature”, purtroppo, agli altissimi dirigenti del PD non sembra sia importato molto. Se Matteo Renzi vincerà le primarie, non ci sarà nessuna spaccatura, ne sono certo, anche se qualche parlamentare di lunghissimo corso volesse andarsene sbattendo la porta, magari perché gli verrà impedito di sedere per l’ennesima volta in Parlamento o al Governo. È una scena che abbiamo già visto. E li abbiamo visti tornare.
C’è un’Italia nuova che la vuole smettere con quella politica. Un’Italia nuova che non si rassegna a dare a quei politici l’ennesima possibilità, aspettando e sperando che finalmente riescano lì dove le altre volte hanno fallito. Un’Italia nuova che pretende che la volontà degli elettori sia presa in considerazione, anche quando il risultato non è quello che volevi.
Certo, ci vuole coraggio per cambiare, ma il cambiamento non è mai stato così vicino, solo un po’ di tempo per uscire, un po’ di fila, due euro e un voto. Non perdiamo questa occasione. Un’altra Italia è già qui. Basta farla entrare!

Paolo Coppola
referente provincia di Udine della campagna elettorale per Matteo Renzi

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